Rezension über:

Laurent Pernot: Alexandre le Grand, les risques du pouvoir. Textes philosophiques et rhétoriques (= La Roue à Livres), Paris: Les Belles Lettres 2013, XXIII + 242 S., ISBN 978-2-251-33967-2, EUR 25,00
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Rezension von:
Giuseppe Squillace
Dipartimento di Studi Umanistici, Università della Calabria, Rende
Redaktionelle Betreuung:
Matthias Haake
Empfohlene Zitierweise:
Giuseppe Squillace: Rezension von: Laurent Pernot: Alexandre le Grand, les risques du pouvoir. Textes philosophiques et rhétoriques, Paris: Les Belles Lettres 2013, in: sehepunkte 15 (2015), Nr. 12 [15.12.2015], URL: http://www.sehepunkte.de
/2015/12/24533.html


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Laurent Pernot: Alexandre le Grand, les risques du pouvoir

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La raccolta di testi filosofici e retorici in traduzione francese su Alessandro Magno curata da Laurent Pernot evidenzia, attraverso una tradizione tarda accuratamente selezionata, la fortuna di una figura storica diventata col tempo modello da imitare o da evitare.

I testi, organizzati cronologicamente per autore, sono preceduti da una breve introduzione generale, nella quale il curatore spiega le modalità seguite nella loro selezione e organizzazione (IX-XVIII), nonché da una tabella cronologica (XIX-XX) relativa ai principali avvenimenti relativi alla Macedonia dal regno di Alessandro I (498-454 a.C.) alla sepoltura del corpo di Alessandro Magno (321 a.C.), e sono seguiti dalle note (171-216); da una bibliografia essenziale sulle fonti presentate nel volume (217-228); da una tavola relativa ai passaggi salienti discussi nel testo (229); dall'indice dei nomi di persona e di luogo (231-240); dall'indice generale (241-242).

In quattro distinte sezioni Pernot raccoglie testi da Seneca il Vecchio, Dione di Prusa, Luciano di Samosata, retori di epoca tardo imperiale e bizantina. Ciascuna sezione è aperta da una chiara ed esaustiva introduzione nella quale il curatore spiega le ragioni della scelta e, soprattutto, le modalità di impiego nella fonte di un tema legato alla figura e alla spedizione di Alessandro.

Al di là degli argomenti trattati nei diversi testi - ad es. Alessandro sul fiume Ifasi (Seneca il Vecchio, Suasoria I); Alessandro al suo ingresso a Babilonia (Seneca il Vecchio, Suasoria IV); Alessandro e il tema della regalità (Dione di Prusa, Discorsi sulla regalità II e IV); Alessandro e il confronto col padre Filippo (Luciano, Dialoghi dei morti XII); Alessandro e Diogene il Cinico (Luciano, Dialoghi dei morti XIII); Alessandro, Annibale, Minosse e Scipione (Luciano, Dialoghi dei morti XXV); Alessandro decide di attraversare il Gange (Massimo Planude); Alessandro decide di attraversare il Tigri (Massimo Planude) - va evidenziato come in tutti la figura e l'impresa del re Macedone costituiscano solo lo spunto dal quale partire per creare situazioni completamente inventate. Così, ad esempio, l'ammutinamento dei soldati sul fiume Ifasi nel 326 a.C., attestato dalle fonti storiografiche, offre lo spunto a Seneca il Vecchio per creare un confronto dialettico tra Alessandro e le sue truppe desiderose di tornare in patria; allo stesso modo il paragone tra Alessandro e Filippo attestato in tutta la tradizione storiografica e impiegato sia da Alessandro che da Callistene (cfr. Giuseppe Squillace: Basileis o tyrannoi. Filippo II e Alessandro Magno tra opposizione e consenso, Soveria Mannelli, 2004, 18-29; Giuseppe Squillace: The comparison between Alexander and Philip. Use and metamorphosis of an ideological theme, in: Timothy Howe / Erin Edward Garvin / Graham Wrightson (eds.): Greece, Macedonia and Persia. Studies in Social, Political and Military History in Honour of Waldemar Heckel, Oxford-Philadelphia 2015, 107-113) diventa in Luciano motivo di scontro tra padre e figlio in un contesto ultraterreno.

Attraverso la sua raccolta, Pernot, oltre a richiamare l'attenzione su documenti spesso non considerati, porta a riflettere sulla fortuna del mito di Alessandro, nonché su problemi legati a una tradizione tarda - da Diodoro a Plutarco, da Arriano a Curzio Rufo e Giustino - nella quale in non pochi casi a dati veritieri si mescolano elementi verosimili che nelle scuole di retorica trovarono la loro genesi. I testi selezionati inducono infatti a interrogarsi su quale sia stato il vero Alessandro e su quali aneddoti e / o episodi legati alla sua vita e alla sua spedizione possano essere considerati attendibili e non meri esercizi di scuola. I numerosissimi lavori - monografie e articoli - che quotidianamente appaiono sul re Macedone contribuendo a infoltire una bibliografia ormai sterminata e incontrollabile; le tante tesi - spesso del tutto contrastanti - elaborate da vari studiosi su episodi specifici della spedizione in Asia (dal nodo di Gordio, alla visita a Siwah, dalla rivolta sull'Ifasi, alla morte di Alessandro, solo per citare i più noti e dibattuti) sono la risposta più chiara alle due domande destinate dunque a rimanere senza risposta. Così la figura e l'impresa di Alessandro, costellata in molti casi da episodi straordinari e prodigi, continua a essere circondata da un'aura di mistero: proprio quella che retori, filosofi ed eruditi come Seneca il Vecchio, Dione di Prusa, Luciano di Samosata, Massimo Planude hanno contribuito a costruire e ad alimentare nel tempo.

Giuseppe Squillace